Bucate da hacker russi e cinesi le "difese" del ministero degli Esteri e della Rappresenta


L'offensiva cyber sembra essere durata dal 2013 al 2016 e ha consentito di accedere ad informazioni militarie politiche relative al personale diplomatico, alti vertici compresi. Il primo attacco (malware Uroburos del gruppo russo Apt 28 distribuito via link malevolo in mail di spear phishing) è stato condotto su cinque postazioni della nostra Rappresentanza a Bruxelles ed ha consentito di agli hacker di annidarsi all'interno della rete: durante l'intero periodo sono poi stati esfiltrati a più riprese un totale di 1.760 messaggi.

I messaggi contenevano informazioni sensibili sulla crisi in Siria e Libia (con interessi italiani in Tripolitania), sulle sanzioni alla Russia, sui negoziati per il raddoppio del gasdotto Nord Stream, sulle posizioni dei governi relativamente ai flussi migratori sulla rotta balcanica, sulle riunioni informali tra i ministri della Difesa europei e di quelle del Comitato politico strategico sul contrasto al terrorismo.

Persino le attività di addestramento della Nato e la straordinaria scoperta di giacimenti di gas nel Mediterraneo di Eni. E davvero molto altro ancora!

Che dire, oltre alla figuraccia mondiale, si evidenzia l'inefficacia dei sistemi di difesa cyber del nostro Bel Paese.

Articolo: La Repubblica

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